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Il coaching emozionale permette di sciogliere in breve tempo i problemi
e i disagi perché modifica il sistema comunicativo che crea
e mantiene i problemi.
Lintervento di coaching emozionale esplicita i processi comunicativi
e li modifica agendo su pochi punti-chiave del problema affrontato.
Con il coaching emozionale diventa possibile riconoscere come si comunica
con se stessi e con gli altri, e dunque rendersi conto di come
e quanto ciò determini il proprio comportamento e il raggiungimento
degli obiettivi propri e aziendali. E, soprattutto, ci si impadronisce
di strumenti per negoziare i propri presupposti in funzione degli
obiettivi, per risolvere i problemi e per evitare di crearne.
Il coaching emozionale, oltre ad affrontare il problema specifico
che lo ha sollecitato, permette di acquisire anche per il futuro le
competenze emozionali utili per affrontare negoziazioni complesse
e per trasformare i problemi in occasioni di collaborazione.
Dalla formazione al coaching
emozionale per conoscere meglio il coaching emozionale.
"Emozioni e stranieritudine" dove si spiega come è possibile utilizzare le emozioni per comunicare.
In
quali circostanze il coaching emozionale è utile alle aziende
Il Coaching Emozionale è particolarmente utile in circostanze
di cambiamento aziendale, quando ci si trova di fronte allincontro-scontro
di più culture operative e comunicative, dunque sempre, e
in particolare:
in corso di fusioni o acquisizioni
dopo un programma di formazione
in seguito a promozioni/spostamenti
con la successione ai vertici
della seconda generazione
in caso di cambio di sede/colleghi
con lintroduzione di nuove
tecnologie
per i grandi cambiamenti di
mercato
in seguito alla modifica di
funzioni e procedure
nei conflitti
Il coaching emozionale individuale
Non è serio definire a priori il programma di un processo
di coaching, infatti allavvio non è possibile supporre
con precisione cosa succederà.
Accade, anche piuttosto spesso, che uno o due incontri siano già
risolutivi per gran parte degli aspetti del problema. In questi
casi la soluzione raggiunta può apparire in seguito banale
come un trucco svelato: spesso si trattava di rimuovere un ostacolo
prima invisibile, un automatismo che rende ciechi, uno schema difensivo.
Qui di seguito delineo un processo-tipo di coaching emozionale
individuale giusto per farse unidea, ma voi sapete che può
variare parecchio:
In genere il primo incontro
prende avvio dalla definizione del problema in termini di disagio
per giungere a definirlo nei termini dell'obiettivo da raggiungere.
Seguono di solito da 1 a 4 incontri,
che consistono essenzialmente in colloqui, alla conclusione dei
quali si è invitati a seguire un programma di esercitazioni
(spesso brevissime, di pochi istanti o minuti) centrato sui fulcri
comunicativi generatori del problema o del disagio. Si viene guidati
nelle esercitazioni modificando il programma in funzione dei risultati.
L'ultima fase è di supervisione,
ha lo scopo di consolidare ed estendere i primi miglioramenti trasformando
la risoluzione del problema in apprendimento.
La relazione dell'incontro di coaching vista al macroscopio
e Un percorso
sono due stralci da relazioni di coaching, nella prima si rileva
la struttura concentrica dei problemi emersi, evidenziandone i presupposti
e la ricerca di una forma su cui organizzarsi ad un livello logico
superiore, nel secondo seguiamo un breve percorso: dal malessere
di cui si incolpa laltro, al rendersi conto di come ce lo
si procuri da soli imponendosi dei presupposti come realtà,
al presupporre utilmente per un rapporto di fiducia.
Il
coaching emozionale di gruppo

Delineare a priori un progetto di coaching di gruppo ha ancora meno
senso che per il coaching individuale.
Possiamo però descrivere le competenze che ne emergono:
Accorgersi dei timori, e degli
ostacoli (riti, mistificazioni, prassi
) creati per sfuggirgli
o negarli
Riconoscere i presupposti che
fanno emergere automaticamente i timori
Riorganizzare gli obiettivi
per lecologia dellindividuo e dellorganizzazione
Riconoscere i confini della
propria funzione e partecipazione
Trasformare i problemi e i disagi
in progetti
Individuare gli schemi comunicativi
disfunzionali e modificarli
Utilizzare le risorse di auto-organizzazione
del gruppo
Creare contesti di fiducia
Gestire creativamente la schizofrenia
aziendale
Da risorse umane a persone
descrive i presupposti di un intervento svolto in Unisys con lo
scopo di fornire alle persone in azienda un modello di collaborazione
fondato sullacquisizione di competenze relazionali.
Le
emozioni e la responsabilità nelle organizzazioni
descrive il legame fra le emozioni e la possibilità di partecipazione
consapevole ad unorganizzazione umana.
Il
know-how relazionale
Il lavoro aziendale con il Coaching Emozionale può evolversi
fino alla creazione di un Know-How Relazionale dellazienda
in grado di dirigere le energie sprecate nelle relazioni disfunzionali
o non pienamente soddisfacenti verso gli obiettivi di collaborazione.
Il Know-How Relazionale è un processo, induttivo e dinamico,
di creazione consapevole del sistema di relazioni e dei contesti
aziendali scelto responsabilmente e collaborativamente in funzione
della salute dellazienda, dei risultati e del benessere delle
persone.
Quando ben delineato, diventa parte del capitale dellazienda,
contribuendo a definire e raggiungere gli obiettivi.
Lavorare
senza offendersi Prefazione e introduzione al libro, edito
dalla Guerini e Associati, che spiega come disinnescare gli automatismi
che impediscono ai conflitti di trasformarsi in negoziazioni creative.
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